Dal Mali
il gruppo femminile Tartit porta in Italia la musica che incarna l'identità
di un popolo nomade
Le voci Tuareg del Sahara intonano a Ravenna il vero blues del deserto
Domenica
10 luglio, Piazza dei Popolo, ore 21
Nell'ambito della rassegna Ravenna Bella di sera
Desert blues: Tartit (Mali), Le voci Tuareg del Sahara
Ingresso libero
Il
deserto non lo si abita: lo si attraversa". Questo detto arabo rende
la condizione di inevitabile nomadismo cui da millenni si sono adattati
i popoli dell'Africa sahariana.
Una condizione che ha ispirato fantastiche mitologie in Occidente, identificando
il nomade del deserto come lo spirito libero in perfetta sintonia con la
natura. In realtà, soprattutto oggi, la condizione delle popolazioni
nomadi dell'Africa sahariana deve fare i conti con numerosi ostacoli: i
governi degli stati del Sahara (Algeria, Libia, Mali, Niger e Burkina Faso),
le mutate condizioni di vita e soprattutto la drammatica carenza di acqua.
In questo mondo duro e allo stesso tempo affascinante vivono ancora oggi
le popolazioni nomadi berbere: gli Zaghawa, i Tubu e i Tuareg. La loro vita
segue antiche tradizioni, ed è scandita in ogni suo passaggio dalla
musica: una musica suadente, affidata alle note di tehardent e imzad (antichi
chitarra e violino) e del tamburo tindè, per tradizione suonato solo
dalle donne. Nasce così la musica di Tartit, gruppo femminile originario
del Mali, il cui nome significa "unite": quello che si potrebbe
chiamare il blues del deserto, espressione in forma musicale delle angosce,
dei dolori ma anche delle gioie della vita nomade. Una preziosa testimonianza
di un mondo che rischia di scomparire, sopraffatto dalle difficoltà
oggettive del deserto ma soprattutto dall'arroganza di chi non intende comprenderlo
ma solo assoggettarlo.
Una occasione unica per conoscere una realtà culturalmente distante
dalla nostra, appartenente a popolazioni orgogliose e in costante lotta
per la loro sopravvivenza.
Il gruppo Tartit sarà a Ravenna in Piazza del Popolo alle 21, per
una serata promossa dal Comune di Ravenna con la collaborazione dell'Associazione
Culturale "Insieme per l'Algeria" e delle comunità maghrebine.
Elisa Bianchini

