IN FUGA DALLA MIA TERRA
Dall'Afghanistan alla Moldavia, dall'Iraq al Senegal, fino a Rosarno: storie che bussano alla nostra porta.
Incontro con l'autore, Emiliano Bos, presso
la Casa delle culture, Piazza Medaglie d'Oro 4 - Ravenna. Lunedì 18 ottobre 2010 ore 17.30
Nell'ambito della rassegna ParoErranti, poetiche dei mondi e Open Days 2010, biblioteche, musei ed archivi di Romagna. Partecipano: l’autore, il giornalista Emiliano Bos, conduce lo scrittore Tahar Lamri, seguirà aperitivo offerto dall'associazione Terra mia.
“In fuga dalla mia terra”: un grande reportage per capire chi sono gli uomini e le donne che bussano alla nostra porta, da dove vengono e che strade percorrono. E perché, anche volendo, non si possono fermare. Il libro Storie senza biglietto di ritorno. “In fuga dalla mia terra” è un reportage di grandissima attualità, sulle tracce di uomini, donne e popoli che non si fermano davanti a nulla. Perché non possono, perché i luoghi da cui fuggono si chiamano Guerra, Fame, Miseria. Emiliano Bos ha viaggiato in Senegal, Algeria, Yemen, Giordania, Turchia, Moldavia, Francia e altri Paesi, incrociando gli sguardi, il passo e le parole di “migranti”, “profughi”, “erranti”, “irregolari”. Ma non di “clandestini” (perché salvarsi la vita non può essere una colpa). Si è imbarcato sulle piroghe che dal Senegal salpano per le Canarie, o inoltrato nel Sahara sui pick up, lle nuove navi del deserto; percorso la Moldavia delle madri in trasferta e sconfinato in Transnistria, il Paese che non c’è; ha incrociato le rotte dei pirati tra Corno d’Africa e lo Yemen di al Qaeda e condiviso l’attesa impotente di migranti d’ogni continente nelle “stazioni intermedie” delle migrazioni, Istanbul, sublime porta della Fortezza Europa, Calais con le sue baraccopoli a due passi dal sogno d’oltremanica, la Giordania, parcheggio per migliaia di profughi iracheni. E ha scoperto che dopo i fatti di Rosarno - ma succedeva anche prima - si fugge dal nostro Paese.
Un libro scritto con uno stile serrato e pulito, attento ai grandi movimenti migratori e ai dettagli più personali delle persone incontrate. Per non perdere la rotta a ogni reportage è affiancata la sua “bussola”, un quadro storico con fatti e numeri: per capire che i cosiddetti “flussi migratori” sono ormai “esodo”, tumultuoso e inarrestabile.
Emiliano Bos, giornalista, lavora alla Radiotelevisione Svizzera. Dal 1994 si occupa di guerre e pace nei Balcani, Medio Oriente e Africa, viaggiando e scrivendo. Suoi reportage sono stati pubblicati tra gli altri da L’Espresso, Famiglia Cristiana, Diario, Die Welt, East.
L'iniziativa è promossa dalla Casa delle culture, la Rete bibliotecaria di Romagna, il coordinamento delle associazioni Ravenna Solidarietà, la rete civile contro il razzismo e la xenofobia e l'associazione Terra mia.
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Info: 0544 591876
