GIORNATA NAZIONALE DELLA PACE, DELLA FRATERNITA' E DEL DIALOGO TRA CULTURE E RELIGIONI
Con la Legge 10 febbraio 2005, n.24 è stata istituita la giornata del 4 ottobre quale solennita' civile e giornata della pace, della fraternita' e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore dei Patroni speciali d'Italia San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena.
Il Coordinamento delle Associazioni di Ravenna “Ravenna Solidarietà”, ha organizzato a Sala Melandri, domenica 4 ottobre 2009 un importante incontro confronto che si è distinto da altri incontri in quanto ha messo al centro del dibattito la questione dei nativi americani e della tratta degli schiavi quali temi per riflettere sulle importanti questioni dei diritti, dell’inclusione, dell’esclusione, del confronto fra culture e civiltà e della pace che scuotono le cronache mondiali e le coscienze di ognuno di noi.
La giornata, condotta dallo scrittore Tahar Lamri, è stata, infatti, aperta con la proiezione di un brano, centrale nella storia della conquista delle Americhe, relativo al massacro di Sand Creek avvenuto nel novembre 1864, alla memoria del quale la città di Ravenna ha dedicato un parco in Via Bramante. Brano commentato da Elisa Ferri dell’Associazione Culturale Valtorto. Arijon Abdyli aprendo il dibattito ha dichiarato che “In quanto europeo provo grande vergogna per questo massacro di bambini e di donne e non posso fare altro che chiedere umilmente scusa ai miei fratelli nativi americani e ai fratelli africani strappati dalle loro famiglie e condotti in catene, umiliati e venduti come schiavi.” Augusto Giuliani, presidente dell’associazione AICA (American Indian Cultural Association) ricordando le tappe della conquista dell’America, ha sottolineato come le stragi impunite di ieri e la mitologia costruita attorno a questi stragi sta devastando oggi la natura perché “chi versa il sangue dei propri fratelli finisce per devastare questa nostra madre terra. La sacralità della vita umana non può essere slegata dalla sacralità della vita nel suo insieme”. Carlos, della nazione Mapuche del Cile, in un discorso che ha commosso la platea ha dichiarato che in seguito a queste devastazioni della natura, anche da parte di aziende italiane egli è stato costretto a lasciare il suo paese per “vivere sotto un cielo in prestito, il cielo d’Italia, parlare una lingua in prestito, la lingua italiana, respirare un’aria in prestito, l’aria italiana. Tutto questo è avvenuto perché un giorno, per salvarmi, i miei genitori mi hanno detto corri! ed io da allora corro senza fermarmi e dopo più di vent’anni sono ancora un uomo che corre, malgrado il fatto ch’io abbia costituito una famiglia in Italia e che mio figlio sia italiano e quindi le mie radici in Italia.” Alcuni in platea non hanno potuto trattenere le lacrime davanti a parole così forti che raccontano la storia di tutte le immigrazioni. Chrales Tchameni, camerunese, presidente dell’Associazione Il Terzo Mondo ha ricordato invece che “sembra che gli esseri umani non imparino dagli errori della storia ma li confermino” e Babacar Pouye, presidente della Rappresentanza dei cittadini immigrati ha dichiarato che l’insegnamento della sua cultura islamica insegna il perdono comunque. L’assessore all’immigrazione Ilario Farabegoli ha invece detto che questa giornata deve servire per dibattere le questioni attuali, come quello della costruzione di un luogo di culto per i musulmani ravennati, in quanto diritto costituzionale e avviare un vero dialogo e del confronto della città con se stessa. Cesare Sama dei Radicali dal canto suo ha chiesto scusa per le stragi dl passato legati al colonialismo anche quello italiano e per le stragi attuali che hanno trasformato il Mediterraneo in una fossa comune. Ha chiesto scusa per le offese che subiscono le comunità straniere residenti a Ravenna. Andrea Maestri, capogruppo del Partito Democratico, al consiglio comunale, esprimendo il suo apprezzamento per l’iniziativa, ha portato i saluti del Sindaco Fabrizio Matteucci. La giornata è stata dedicata alla memoria di Pat Ese Uyekpen, la nigeriana deceduta in un incidente stradale a suo ritorno dal lavoro e la cui salma è stata rimpatriata grazie alla solidarietà di molti cittadini ravennati e alla memoria di Brian Filipi, il calciatore albanese falciata da un’auto a Cervia, Pietro Barbierini della Lazio Club di Ravenna ha annunciato che il suo club ha deciso di adottare il nome del calciatore nella propria intestazione. Molti altri interventi hanno sottolineato l’importanza del dialogo costruttivo e della società interculturale in movimento di cui questa iniziativa è stata un’eccellente illustrazione.
